Il Bisso marino

La tessitura del Bisso marino, o seta di mare, affonda le sue radici in tempi molto antichi; non sappiamo con esattezza quando e dove sia cominciata la sua storia, complice una fitta rete di commercio fra il bacino mediterraneo e l’oriente;

si trovano menzioni in molti passi della Bibbia, se ne conosce l’esistenza nell’antico Egitto ( ma alcune teorie sostengono che si confonda col bisso di lino, molto fine e ricercato, morbido e lucente come quello marino), mentre in Grecia lo introdussero i Fenici; 

ovviamente, dato il costo di lavorazione e il risultato prezioso, nell’antichità il bisso si è sempre associato alle divinità e riservato a re, Clero e imperatori.

In epoca romana si a menziona il Bisso come fibra venduta a peso d’oro e Plinio il Vecchio, nel suo Naturalis Historia, descrive dettagliatamente il processo di pesca della Pinna Nobilis, il mollusco da cui si ricava la fibra, di cui anticamente si faceva anche uso alimentare e si estraevano le grandi perle rossiccie (di nessun valore commerciale )

Pesca del Bisso marino

La produzione del Bisso era fiorente anche nel Mar Rosso, mentre nella nostra penisola si pescava e lavorava in Puglia e Sardegna;

a causa dell’immenso lavoro che serviva per la produzione venne soppiantata dall’introduzione del baco da seta (intorno al 550d.C.); tessendo questo materiale si ottenevano ugualmente tessuti preziosi e bellissimi, ma con meno lavoro; il Bisso divenne poco usato e mantenuto solo per poche pregiatissime lavorazioni.

I pochi reperti storici che ci sono prevenuti sono di fattura straordinaria; il più antico è datato intorno al IV secolo; fu ritrovato a Budapest (nel 1912) in una sepoltura femminile, ma purtroppo è andato distrutto durante un bombardamento nella seconda guerra mondiale;

ad oggi il reperto più antico è una cuffia lavorata a maglia del XIV secolo; gli archeologi l’hanno rinvenuta in una campagna di scavi nella Basilica di Saint Denis a Parigi (nel 1978) ed è esposto al Museo di Storia Naturale di Basilea.

Cuffia di Bisso marino

La seta di mare è una fibra animale molto particolare; si ottiene lavorando i filamenti, lunghi 15-20cm, che tengono attaccata allo scoglio un mollusco bivalve gigante ( la Pinna Nobilis ); una volta era molto diffusa nel bacino mediterraneo, ma ora è in via d’ estinzione e ne è vietata la pesca;

la pinna si ancora agli scogli appena sotto la superficie dell’acqua, fino a una profondità di 40 mt.; ha un ciclo vitale fino a 20 anni e dimensioni fra 60cm e un metro;

Nacchere di bisso marino

Quando si pesca la pinna il mollusco muore; si può così estrarre il ciuffo di filamenti, che può essere schiarito o tinto, poi cardato, filato e tessuto.

Fibra di bisso marino

In Sardegna e Puglia il bisso marino è stato tessuto fino al 190; la complessità della lavorazione e l’inserimento nella lista delle specie a rischio d’ estinzione hanno fatto si che rimanessero pochi tessitori ancorati alla tradizione; alcuni reperiscono il materiale all’estero, dove se ne coltiva una specie di pinna simile per uso alimentare; se ne ricavano fibre più corte e difficili da filare ma simili come colorazione e resa; altri invece tessono le ultime scorte fatte prima del divieto di pesca.

Gli ultimi, ammirevoli, tessitori di Bisso lo usano per fare decorazioni in trama e ricamare tessuti in lana o lino pregiatissimi…

e portano avanti quest’ arte millenaria con orgoglio e determinazione.

Bibliografia:

-Plinio, Historia Naturalis, Libro XIX

-The Mesters of Byssum, Silk and Linen- Sapienza Editrice-

-I fili di Arianna http://arjanas.blogspot.com/2017/08/lino-e-bisso-i-fili-di-arianna.html

-La vera storia del Bisso marino-Sant’Antioco

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