Breve storia della lana

Una breve storia della lana a cavallo dei secoli

L’uso della lana risale ad un’ epoca lontanissima,
ed era il prodotto della pastorizia nomade o stanziale; costituiva, assieme all’agricoltura, un elemento essenziale nell’economia dell’uomo primitivo, tanto da far diventare il bestiame moneta di scambio
(da qui la parola pecunia, derivante da pecus, che significa gregge ).
Breve storia della lana a cavallo dei secoli
Pecora dispettosa

Già 4000 anni fa i babilonesi erano in grado di filare (in maniera molto rudimentale) la lana ricavata dalle pecore che allevavano per uso alimentare.

La lavorazione della lana appare il vanto della donna greca già in epoca omerica e a Roma fu il simbolo delle virtù domestiche.

Famose per candore e finezza erano le lane di Mileto, dell’Attica e, in Italia, di Taranto.

Fonte di un mercato in continuo progresso la lavorazione della lana si propagò dal Medio Oriente, dalla Grecia e dall’Egitto, anche all’Italia settentrionale e alla Spagna; questo dette vita a grosse corporazioni di lanarii, che ebbero i loro centri maggiori a Tiatira, Efeso e, in Italia, a Brescia. Nel Medioevo la lana fu al centro di una vera industria e favorì un commercio internazionale con uno scambio intenso di materia prima, materie tintorie e manufatti, estesi ormai a tutti i Paesi europei.

Antico vaso greco datato 550 a.C.
METROPOLITAN MUSEUM OF ART

In Italia, le migrazioni barbariche recarono molti danni agli allevamenti ovini;

per alcuni secoli il mercato non fu competitivo e produsse manufatti di scarso valore; nel sec. XIII ci fu una ripresa attraverso una grossa importazione dai Paesi moreschi prima e poi con la produzione propria, che più tardi fu in grado di competere con il mercato delle Fiandre.

Al centro di questa felice rinascita della lana nella storia furono la Toscana e la Lombardia con le città di Lucca, Firenze, Milano, Bergamo, Como, Monza, Brescia. Il primato fu dapprima appannaggio di Lucca, ma poi passò a Firenze verso la fine del sec. XIII. 

Alla metà del Trecento Italia e Fiandre si trovarono di fronte la concorrenza inglese, la quale produceva tessuti molto apprezzati.
Miniatura XIV secolo Egerton 1894 f2v
British library

L’industria inglese divenne sempre più fiorente fino a causare nel sec. XVI il declino dei prodotti lanieri fiamminghi e italiani. 

Dal Seicento l’industria laniera si estese in Inghilterra a tutte le regioni; gli opifici prendevano l’aspetto di vere fabbriche, con una suddivisione del lavoro molto avanzata e una problematica socio-economica molto acuta. 

Nel 1810 la Gran Bretagna impiantò le prime filature meccaniche e alla metà dello stesso secolo iniziò la lavorazione del pettinato. 

Filatoio meccanico

In un secondo momento la produzione laniera riprese anche in altri Paesi e si diffuse specialmente dove la ricchezza di acque facilitava la lavorazione, l’allevamento ovino era più consistente e la lana di qualità migliore.

Successivamente sono stati i Paesi più industrializzati a possedere le maggiori industrie laniere; hanno utilizzato principalmente o esclusivamente materia prima d’importazione, potendo contare su una manodopera specializzata e sulla vicinanza dei grandi mercati.

Industrie laniere sono sorte anche in vari Paesi in via di sviluppo, ma la maggior parte di esse produce per l’autoconsumo e in quantità non troppo rilevanti.

[http://www.sapere.it/enciclopedia/lana.html]

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